Essendo un appassionato di classifiche (penso lo si capisca) e di buona musica, è veramente tanta l'amarezza nel vedere in che direzione sta andando la musica da ormai... 10-15 anni.
Escludiamo per un attimo l'ondata di album di Michael Jackson che ha invaso le classifiche mondiali dell'ultimo mese, portando dopo tanto tempo buona musica nelle top10 di tutto il mondo, com'è la situazione attuale?
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cantanti teen-oriented: va bene, ognuno ascolta ciò che vuole ed è anche giusto che un dodicenne ascolti roba spensierata, brutta ma che lo diverta e che lo intrattenga. Nessuno a dodici anni ascolta i Pink Floyd o i Radiohead (a parte rarissimi casi)... però c'è un limite a tutto. Sarebbe giusto che certa gente rappresentasse solo una nicchia, un target ben preciso. Invece si fa di tutto per ampliare il fenomeno il più possibile. L'altro giorno guardavo TRL qui in Italia ed è stato veramente ridicolo vedere cosa è diventato. Parliamoci chiaro, un buon 80% della musica che passa sul canale principale di MTV (diverso il discorso per Brand New e Gold) è robaccia e TRL ha, se possibile, da sempre rappresentato il lato peggiore del canale televisivo, ma mi ricordo solo 9 anni fa che c'era sì una prevalenza di pezzi indecenti ma almeno ogni tanto saltava fuori il bel pezzo. Ora è diventato un monopolio di musica per un target che non va oltre i 18 anni, sempre i stessi cantanti e gruppetti che si alternano con la loro ospitata/esibizione, sempre le stesse urla di un pubblico oggettivamente ignorante (ripeto..non è colpa loro...alla loro età è normale) e poi i cantanti dei reality, presenza (quasi) fissa. Tutto va ad aggiungersi a film che sfornano soundtrack e artisti milionari o prodotti Disney.
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cantanti dei reality: Partiamo dal presupposto che in molti casi i prodotti usciti dai reality non siano poi tanto peggio rispetto alla media del pop italiano che passa in radio o che va a Sanremo. Quello che è sbagliato, se vogliamo, è quello che ci sta dietro che spesso ha nulla a che fare con la musica. Il programma televisivo non fa altro che portare nel cuore del pubblico (spesso di fascia teen, rialacciandomi al primo punto) un artista, non attraverso alle sue canzoni e/o composizioni ma attraverso il semplice vederlo puntata dopo puntata, giorno dopo giorno, chiaccherare, discutere e, ogni tanto, cantare. Cantare cosa poi? robaccia melensa nel maggiore parte dei casi (qui X Factor è decisamente meglio rispetto ad Amici... grazie alle scelte di Morgan) o brani che servono solo per mettere in risalto la voce, portando tutto ad un semplice surrogato del karaoke. Questa è la prima fase, quella in cui il prodotto (ancora incoscente di esserlo) viene dato in pasto un po' per volta al suo pubblico. La seconda fase è quella del cd (o meglio EP...costa meno e si fa prima a farlo) pubblicato appena termina il programma televisivo, in cui finalmente i fan possono finalmente sentirsi in qualche modo parte del loro beniamino. Anche quei niente di male, se fosse un fenomeno isolato e di nicchia e soprattutto se non fosse diventato praticamente l'unico modo di raggiungere il successo dal nulla. Fino a due annetti fa andava anche bene perchè le radio e le televisioni erano un po' diffidenti nei confronti di certi prodotti. Poi il successo è aumentato e... bacchetta magica... anche le radio hanno iniziato a passare i brani dei ragazzi dei reality.
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le radio: Su internet si trovano vari articoli (anche con frasi di voci autorevoli come Renzo Arbore o Red Ronnie) in cui viene resa nota una verità scomoda su cui tutti comunque non hanno mai avuto dubbi, ovvero che (buona) parte del palinsesto è, almeno inizialmente, "imposto dall'alto". Sul Blog di Rosa c'è un
bell'articolo a riguardo. Cosa porta a tutto ciò? Ad un airplay prima di tutto poco vario: se consideriamo tutta la musica, per radio passa solamente un 10/15% dei generi esistenti. Secondo ad un successo forzato e terzo, più importante, ad un modellamento del gusto della massa. Ragioniamo un attimo: negli anni '70 i Pink Floyd e i Led Zeppelin vendevano più di tutti, ora non credo che 30-40 anni fa la gente avesse più neuroni di oggi... semplicemente è che all'epoca certa musica veniva comunque immessa nel DNA della massa, proprio come oggi avviene con la musica pop da due soldi.
Purtroppo al momento è un circolo vizioso al ribasso che è difficile da fermare in un momento di crisi: le case discografiche nei momenti di crisi preferiscono non rischiare e spingere/ingaggiare esclusivamente gli artisti "vendibili", di conseguenza questi sono quelli che ci dobbiamo subire nelle radio e televisioni e di conseguenza quelli che il pubblico è portato ad acquistare e di conseguenza quelli che vanno a formare il gusto tipico della massa ecc...
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il pop: c'è pop e pop...basta ascoltare una qualsiasi compilation anni '80 (senza andare troppo indietro nel tempo) e accorgersi che il pop di quegli anni era pop fatto bene. Era pop alla ricerca della canzone "bella", della melodia facile ma non banale. Ora è tutto votato al commercio, fregandosene di tutto il resto. E' inutile dire che le cose sono peggiorate già dagli anni '90 con l'arrivo delle boy (e girl) band, i cantanti e le cantanti "solo voce" da diabete e le teen-diva alla Britney Spears e compagnia... e ora sta continuando questa tendenza, ma sempre peggio. Ora anche generi da sempre porta bandiera di serietà (ad esempio il rock, il punk, il metal o il rap) stanno sempre più trasformandosi nella variante peggiore...ed ecco che arrivano centinaia di gruppi pseudo-rock (che tra l'altro sono anche quelli che vendono meglio...Linkin Park o Nickelback ad esempio) o pseudo-punk (Avril Lavigne, Good Charlotte e compagnia). Con questi presupposti mi chiedo dove saremo fra dieci anni visto la tendenza del "il peggio viene premiato".
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il problema tipicamente italiano: guardo la classifica inglese ogni settimana, ed è bello notare come in UK quasi ogni settimana c'è un artista emergente in grado di debuttare in alto in classifica, e molti di loro sono anche piuttosto interessanti e fuori dai soliti canoni. guardo la classifica italiana e noto all'istante come l'età degli artisti in classifica sia spalmata veramente male: in Italia abbiamo da una parte gli artisti giovanissimi (provenienti esclusivamente o quasi dai reality), dall'altra vecchi cantanti "che non vogliono smettere". In nessun paese come l'italia, ci sono cantanti e gruppi da capelli grigi che vanno avanti da anni esclusivamente grazie al nome. Il tutto poi è supportato dalle televisioni che contano, che continuano a proporre vecchi cantanti che andavano di moda quando il pensionato aveva vent'anni. I nostri best-sellers, a parte Tiziano Ferro, sono cantanti che hanno esordito, nei migliori dei casi, nei primi anni '90.
IL RIMEDIO
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Internet: mettendo in chiaro che finchè c'è crisi è difficile che le cose migliorino più di tanto e che internet ha comunque aspetti negativi che a volte amplificano i punti precedenti, va detto che la comunità di Internet ha a disposizione sempre più informazioni per acculturarsi e per scovare musica attraverso nuovi canali, diversi dai soliti. Lo stesso vale per gli artisti che hanno più possibilità di farsi notare, di essere un qualcuno dei (sempre più) tanti. I nuovi modelli come il download legale, gli abonamenti, le flat, lo streaming e altri esperimenti saranno il futuro, un futuro dove ci sarà sempre più spazio per tutti, in cui tutto non sarà più legato al singolo che passa per radio o al video che passa in televisione ma ad un mondo di scelte che vanno dalla canzone sul Guitar Hero di turno, al brano in promozione scaricabile gratuitamente, al download attraverso il cellulare, o al download immediato del brano quando si guarda un video su Youtube (come già succede) o allo scaricamento nato dal passa-parola sui social network. In più si potrebbe superare la crisi discografica attuale e allora forse si tornerà anche a rischiare e non vedere più la musica esclusivamente come un prodotto. Sarà un mondo che poi premierà sempre più l'accesso alla musica e la libertà di scelta da parte dell'utente...ad ognuno il suo.