10/25/2013

Se ci è riuscita una neozelandese...

Il titolo è ovviamente provocatorio - nessuno mette infatti in dubbio le capacità dei neozelandesi - ma serve per introdurre un ragionamento sullo stato della musica made in Italy.

Il riferimento è a Lorde, giovanissima neozelandese arrivata recentemente al successo prima in patria e poi a livello internazionale.

Che il suo singolo Royals - ed in generale la sua proposta musicale - avesse potenziale lo si era capito fin dall'EP Love Club ma era difficile immaginare un'invasione di queste proporzioni: album di debutto Pure Heroine ai vertici delle classifiche (nei paesi in cui è uscito), numero uno nella classifica americana dei singoli e probabilissimo numero uno anche nella classifica inglese dei singoli (nel momento in cui scrivo è in testa nella mid-week chart).

Perchè in Italia da tempo non riusciamo più ad esportare vere pop star? Non sto parlando di artisti o gruppi in grado di dare un tocco internazionale e contemporaneo alla nostra musica (quelli li abbiamo!!), ma di vere pop star in grado di abbattere le barriere territoriali.

Vero, la popolazione neozelandese (1/13 della nostra...) ha origini inglesi e parla inglese tutti i giorni, ma ormai anche in Italia la lingua inglese non è più un tabù generalizzato, soprattutto per le nuove generazioni.

Questione di lingua? Non proprio quindi... e poi già più di un decennio fa eravamo riusciti ad esportare gli Eiffel 65. Si prenda poi l'esempio di un paese, la Svezia, in cui l'inglese è sì diffusissimo ma non è comunque la lingua di stato: negli ultimi anni ha sfornato una lunghissima serie di pop star, magari non tutte fortunate quando Lorde, ma comunque in grado di raggiungere le principali classifiche americane e europee.

Questione di approccio mediatico alla musica? Più probabile. Viviamo in un paese in cui i media generalisti fanno ancora troppa fatica a portare l'inglese in prima serata (c'è da tranquilizzare i pensionati dopotutto...) e in cui anche i programmi (X-Factor ad esempio) che avrebbero lo scopo di far nascere pop star, alla fine si piegano alla becera tradizione sfornando i classici pezzi pop all'italiana e soprattuto in italiano. Il risultato? Negli ultimi 15 anni abbiamo visto dominare le classifiche da queste categorie:

- Vecchie cariatidi della musica pop italiana con il primo disco pubblicato nel migliore dei casi nel 1990
- Prodotti (spesso usa & getta) da Talent Show
- Ferro, Negramaro e Modà come gli unici nuovi nomi in grado di totalizzare grosse cifre di vendita
- La recente esplosione del rap italiano (ovviamente con uno scoppio colpevolmente ritardato che premia chi meno lo merita), per forza di cose confinatissimo al nostro territorio.

All'estero Bocelli continua a vendere bene (non stiamo di certo qui a festeggiare) e i vari Ramazzotti, Pausini e Zucchero non trovano più il successo di un tempo. Ma non è questo il punto... cosa manca all'Italia per tirare fuori dal cilindro una Lorde qualsiasi? Il problema dei media è la causa principale, ma a mio avviso manca anche la cultura per la contemporaneità che ci impedisce di stare al passo con quanto il mercato internazionale chiede. Abbiamo diversi produttori con l'occhio sempre attento su quello che succede nei paesi anglosassoni, ma per un Dariella o un Digi G'Alessio di turno abbiamo decine di produttori la cui massima aspirazione continua ad essere il suono di Sanremo 1993.


9 comments:

Davide Scotellaro said...

VENDITE ALBUM MONDIALI WEEK 44

1)Justin Timberlake 3,610
2)Bruno Mars 3,470 tot 4,926
3)Daft Punk 2,880
4)P!nk 2,691 tot 5,092
5)Imagin Dragons 2,201
6)Mumford and Sons 1,963 tot 4,831
7)One direction (TMH) 1,949 tot 4,848
8)Michael Bublè 1,783
9)Macklemore 1,627
10)Rihanna 1,500 tot 3,100
11)Taylor Swift 1,488 tot 5,319
12)Les Miserables 1,414
13) Jay Z 1,410
14)The lumineers 1,250 tot 2,,129
15)ADELE 1,247 tot 25,819
16)Drake 1,192 +1
17) Luke Bryan 1,139
18)Sandè 1,100 tot 2,980
19)David Bowie 1,000
20)Florida Georgia Line 1,000
21)Blake Shelton 1,000
22)Depeche Mode 1,000
23) Robin Thicke 1,000
24)Lana del Rey 900 tot 4,116
25)Balck Sabbath 827
26)Fun 780 tot 2,381
27)The great gasby 750
28) Kanye West 741
29)Led Zepplin 679 tot 1,594
30)Arctic Monkeys 660 + 1
31)Justin Timberlake pt II 654 + 4
32)Andrea Bocelli 646
33)J. Cole 613
34)Bon Jovi 613
35)Bieber (Believ Acustic) 600
36)Ed Sheeran 564 tot 2,425
37)Stromae 561 + 1
38)Rod Stewart 530
39)Myles Cyrus 530 NEW ENTRY
40)Alicia Keys 514 tot 1,374

Samuel said...

Io mi farei un'altra domanda... ma se Lorde fosse stata italiana avrebbe ottenuto lo stesso successo in Italia? Io direi proprio di no...
Adesso "Royals" è appena entrata nella top 20 FIMI (da notare il ritardo rispetto agli altri paesi, va be'...) perché trascinata dal successo internazionale, che, bene o male, influenza le playlist delle radio nazionali. Ma se Lorde fosse stata italiana ed avrebbe proposto un pezzo come "Royals" avrebbe avuto un minimo seguito mainstream qui? Io penso proprio di no...
Perché cmq di Lorde ne potremmo avere tante (Meg?), ma agli italiani "di massa" non interessa...

Samuel said...

bell'articoletto cmq!

zago said...

Samuel, vero. Però la massa andrebbe educata.

N.B. sono convinto che entro breve arrivi nelle zone altissime della single chart anche in Italia

Samuel said...

Certo, ma per educare la massa, bisgnerebbe prima educare i media, le radio, la tv, i giornali...

Unknown said...

Educare la massa (e ancor peggio i media) è un concetto piuttosto fascistoide.

zago said...

@unknown no, se ribaltato. Ovvero, educare la massa ad un gusto personale e ad un ascolto attivo, liberandosi, appunto, dall'ascolto passivo imposto dall'attuale "regime" mediatico.

Unknown said...

se intendi potenziare e migliorare l'insegnamento dell'educzione musicale nei curriculum della scuola dell'obbligo o di una legislazione moderna, e non di censura, sullo streaming e la diffusione on-line dei contenuti mediatici.
Quando sento parlare di "educazione alla cultura" ho sempre paura che spunti qualcuno che sulla base di qualche commissione decida di spendere i soldi delle mie tasse per produrre la musica che piace a lui

Samuel said...

"Royals" alla #1 della classifica digital FIMI...