1/22/2010

Quando l'airplay radiofonico non vende (album)...

E' risaputo che la qualità musicale non c'entra nulla con le classifiche, anzi spesso gli album più interessanti stanno ben lontani dalle prime posizioni. E' invece ancora opinione abbastanza comune che per vendere album (per i singoli è già diverso) sia fondamentale l'airplay radiofonico.

Ovvio, per essere importante è ancora importante (in Italia poi ancora più che in altri paesi visto che Internet ha ancora poca rilevanza qui) ma ci sono parecchi casi che dimostrano che un buon airplay radiofonico non implica per forza buone vendite di album.

Prendendo in considerazione la top100 di fine anno di airplay radiofonico in Italia di Earone (la trovate qui...non è la Music Control ma cambia poco) e confrontandola con le vendite degli album del 2009 (attraverso la classifica di fine anno FIMI) si notano parecchi casi di grande Airplay / vendite album basse.

C'è da precisare che ci sono generi musicali che da sempre hanno avuto la tendenza di buon airplay e vendite basse. La "dance" ad esempio, soprattutto quella più commerciale e priva di spunti musicali (e non è un caso che i vari Chemical Brothers o Daft Punk, che di spunti ne hanno e non pochi vandano bene). Partiamo da Bob Sinclar, secondo Earone la sua Lala Song è stata la più trasmessa dell'anno, ma cosa dire dell'album "Born in '69"? Siccome su FIMI hanno cambiato il link mettendo solo la top100 (per qualche ora era scaricabile la top16383) non vi sto a dare la posizione precisa, vi dico solo che è fra la 350° e la 400° posizione. In ambito dance anche David Guetta ha raccolto con l'album meno di quanto potrebbe far pensare il bombardamento continuo in radio. Shakira che è andata molto bene con il suo singolo (9° nel 2009) ma che ha faticato veramente tanto con l'album (meglio che in altri paesi...). Stesso discorso, ma ancora più evidente, per Nelly Furtado, 11° nell'airplay e album vicino alla posizione 200 (è andato male in tantissimi paesi, ma senza avere un airplay di queste dimensioni). Poi ci sono casi clamorosi come quello di Gary Go... chi non ha mai sentito la sua "Wonderful"? 13° in airplay 2009 e l'album??? Bisogna andare oltre la posizione 700 per trovarlo...E Pixie Lott? 16° nell'airplay e album oltre la 1500! Si potrebbe andare avanti con Melanie Fiona, Alesha Dixon, Milow, Natalie Imbruglia ecc..

In Italia, Neffa, la sua "Lontano dal tuo Sole" (per quel che mi riguarda uno dei migliori pezzi pop italiani dello scorso anno) è 4° nell'airplay...e l'album? non è andato malissimo... poco sotto alla 100, ma con un airplay del genere ci si aspettava vendite ben maggiori. Stesso discorso per gli Zero Assoluto, 6° in airplay e alla 100 negli album, che anche in questo caso non è da buttare... ma il precedente aveva venduto 4 volte tanto.

Come, al contrario c'è chi, soprattutto grazie ad un brand affermato da decenni e ad un fanbase enorme, riesce a vendere molto bene con poco airplay...Renato Zero per dirne uno.


Oltre al fenomeno dell'airplay/vendite c'è anche quello degli album "catalog", di cui vi parlerò la prossima volta.

2 comments:

Miky said...

Non dico sia un caso tutto italiano, però da noi è molto frequente. Purtroppo le nostre radio hanno playlist inverosimili.

Pensare che in U.K. accade il contrario, se non sei nella playlist di BBC Radio 1 difficilmente vendi (però anche questo è sbagliato).

Comunque c'è anche da dire che da noi i dischi non li compra quasi nessuno sotto i trent'anni, quindi è ovvio che siano privilegiati gli artisti ultraconsolidati e piuttosto "maturi".
La stessa cosa vale per i concerti, per questo ormai non viene più nessuno, soprattutto in ambito pop (Kylie, P!nk, Beyoncé, Britney Spears, ecc...).
La stessa Madonna ha deciso di saltare l'Italia con il suo miglior Tour, il Re-Invention del 2004, perché poco "commerciale" rispetto ai precedenti (e successivi).

In altri paesi la musica è un fenomeno di costume e fa parte della cultura della gente. Ancora più del calcio, perché a vedere i concerti ci va TUTTA la famiglia.
Da noi invece la musica è considerata un riempitivo.


Poi ci potrebbe essere una risposta più semplice. Chi ascolta quel tipo di musica segue la radio tutto il giorno, quindi chi glielo fa fare di comprarla.

alessioboom said...

Sono d'accordo in parte con te. Anche in Italia la musica è un fenomeno di costume, non dimentichiamo infatti che il nostro paese è conosciuta a livello internazionale anche per i propri cantanti e per le proprie canzoni che hanno segnato la storia. Quello che invece penso io è che gli italiani fanno un uso più frequente di emule e compagnia rispetto ai tedeschi, agli inglesi, ai francesi e agli americani. Siamo un popolo "menefreghista" che si sta rovinando da solo.